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Personaggi e Autori

Francesco Piacenza
I Campeggiamenti negi Scacchi





   Francesco Piacenza
   Napoli 1637 - Modena 1687            

Francesco PiacenzaFrancesco Piacenza dottore in diritto civile e canonico, diplomatico al servizio dei potentati dell'epoca (1), è noto nella storia della letteratura scacchistica per il trattato: "I Campeggiamenti negli Scacchi, ossia nuova disciplina d'attacchi, difese e partiti del giuoco sì nello stile antico, che nel nuovo arciscacchiere, stratagemmi ed invenzioni" (2), edito in Torino nel 1683 per i tipi di Antonio Beltrandi.

Quest' opera, dati gli scarsi contenuti tecnici e teorici, non ebbe in passato grande fortuna di critica, ma, per l'odierno lettore, si rivela un'interessantissima fonte documentale del modo e delle regole con cui si giocava a scacchi in Italia e in Europa nel diciassettesimo secolo.

Per una migliore conoscenza del Piacenza va detto che:
  • divenuto membro dell'Accademia degli Immobili all'università di Modena, nel 1686-1687, tenne il corso naturalistico: "de Praxis Criminalis, de Cifris, de Geohydrographia, et de Phil. Chymica trasmutatione". L'interesse di questo corso nasce dal fatto che quell'Università accettò, per la prima volta, la chimica come materia di insegnamento che, a quei tempi, non era ben vista dalla scienza ufficiale (ad avvalorare ciò, basti pensare che soltanto nel 1737, l'Università felsinea, prima in Italia, istituì la Cattedra di Chimica) ed anche lo stesso corso di "Praxis Criminalis", precorse di molti decenni, all'Univerità di Modena, l'istituzione della Cattedra di Diritto Criminale, creata solamente nel 1757.
  • per probabile incarico e spese del Duca di Modena Francesco II d'Este, si recò nelle Isole dell'Egeo per i rilievi del caso e , a seguito di ciò, redasse l'opera sua più importante L'Egeo Redivivo - ossia corografia dell'arcipelago e dello stato antico e attuale di quelle isole pubblicato postumo a Modena nel 1688 e dedicato allo stesso Duca d'Este.
  1. Viaggiò moltissimo sia in Italia che all'estero, giocando un po' ovunque e spesso, secondo l'uso del tempo, con poste in denaro. Nei "Campeggiamenti" dice di aver giocato a Capua, Napoli, Roma, Modena, Livorno, Venezia, Torino, in Germania ove risiedette per circa otto anni quale Segretario dell'Ambasciatore ordinario di S.M.C., ed ancora a Bologna, dove giunse, come Segretario, al seguito del Principe Guzman.
  2. Dopo aver trattato la storia degli scacchi nell'antichità e nei vari paesi, espone le regole e le varie tattiche di gioco. Dal capitolo XXIII introduce una variante di gioco di sua invenzione, l'Arciscacchiere, giocato su un tavoliere di 100 caselle con l'introduzione di due nuovi pezzi: il centurione e il decurione.

Fonti Storiche        
    
   1769 

Domenico Lorenzo Ponziani
"Il giuoco incomparabile degli scacchi sviluppato con nuovo metodo, per condurre chiunque colla maggiore facilità dai primi elementi fino alle finezze più magistrali." - Modena 1769


   

FRANCESCO PIACENZA. Torinese visse nel Secolo decimosettimo, e morì sul principio di questo, lasciando un'Opera la quale non contiene di grande, che il Frontespizio. Intitolò questo suo libro - I Campeggiamenti degli Scacchi, o sia nuova disciplina d'attacchi, difese e partiti del Giuoco degli Scacchi, sì nello stile antico, che nel nuovo Arciscacchiere: stratagemmi, ed invenzioni del Dott. di Legge Francesco Piacenza Accademico immobile. In Torino per Antonio Beltrandi 1683. Questi campeggiamenti consistono in alcune meschine posizioni di scacchimatti ora in distanza, ora in vicinanza del Re, ora al cantone, ora in mezzo allo Scacchiere, quando con Pedona, quando con Pezzo segnato, in casa segnata; le quali sono così inconcludenti ed insulse, che lo Studioso, per paziente che sia, non può ritrarne verun profitto. Manca totalmente di regole, e di aperture, non avendo che due, o tre principi di giuco, i quali appena conduce fino a tre tratti: e benchè dica di aver vinto in Modena molte Doppie al Dottor Balloi Gentiluomo della Città, il suo libro però non lascia riputarlo giocatore neppur mediocre. Accenna diverse leggi, o cosuetudini di giucare de' Turchi, de' Mori, e degli Ebrei Levantini; vaghissima cosa essendo, che ometta poi la maggior parte delle leggi Italiane. Fa menzione del Pezzo di tregua usato in Oriente, che DAMIANO chiamò Pezzo fidato, al quale si accorda il privilegio di non essere preso, se non quando sarà predatore. Il suo Arciscacchiere quadrato di cento case, dove aggiunse agli altri Pezzi un Decurione, ed un Centurione non incontrò miglior sorte di quello d'ottanta case di D. PIETRO CARRERA, e di quello di case 136 di D. FILIPPO MARINELLI Napolitano, che lo inventò in grazia delle conversazioni di tre persone, onde tutte e tre potessero divertirsi, com' egli stesso dichiara nella Prefazione al suo Libretto stampato in Napoli per Felice Mosca nel 1722. La disapprovazione comune di questi nuovi Scacchieri, e Arciscacchiere è una prova non equivoca della simmetria più comoda, e più elegante del nostro, adottato da tanti Secoli non solo per tutta Europa, ma anche fuori, come affermano concordemente i Viaggiatori e le Storie.


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