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Personaggi e Autori

Ferdowsi Tomb




Scenes from the Shâhnâmeh


   Hakim Abol-Ghasem Ferdowsi Tusi - (Ferdowsi)
   Korasan ~935 - Korasan 1020

Italo Pizzi
Il Libro dei Re (Shâhnâmeh) - "L'invenzione del gioco degli scacchi narrata da Firdusi"
Torino 1888


L'invenzione del giuoco degli scacchi è il soggetto di un lungo episodio del poema persiano, Il Libro dei Re, di Firdusi. Narra Firdusi nel volume settimo del suo poema come il giuoco degli scacchi fosse mandato in dono da un re d'India al re di Persia, Cosroe il grande, che regnò dal 531 al 578 d. C. Riferendosi poi il racconto di un antico savio, egli assegna l'origine del meraviglioso giuoco alle discordie nate tra due fratelli per l'eredità del paterno regno. Narrata la lunga vicenda delle contese e delle dispute dei due dinanzi alla vedova madre, dinanzi all'assemblea dei grandi del regno, dinanzi al popolo radunato, non assopite, ma rinfocolate dalle parole di perfidi consiglieri dei due garzoni, il poeta descrive le successive battaglie, alle quali, per fatale necessità, discendono i due rivali fratelli, fiancheggiati e seguiti dal popolo scisso in due fazioni. Era destino che il più giovane fratello perisse, ed egli perì nell'ultimo assalto, non per ferita di nemico, ma ucciso dalla rabbia e dall'impeto della passione; e alla madre dolente, a cui il superstite figlio non poteva far comprendere come l'altro fosse stato tolto dal fato, non da colpo d'arma fratricida, non restò altro conforto che il mirare su una tavoletta di legno, apprestata a tal fine, muoversi in ordine di battaglia e combattere due schiere nemiche, capitanate da due re, uno dei quali, alla fine, soccombe senza che nulla possa salvarlo. Per tal modo soltanto ella potè comprendere che il figlio suo le doveva essere tolto. Alcune parole del giuoco, venuto dalla Persia, sono giunte sino a noi; basti ricordare la parola scacco che significa re (shah, da noi ora detto scià, in persiano) e scaccomatto, parola metà persiana e metà araba (shah-mat) che vuol dire il re è morto. Firdusi, l'Omero e l'Ariosto della Persia, visse dal 940 al 1020 d. C. e il Libro dei Re, che narra la storia eroica e leggendaria del suo paese, consta di cento ventimila versi.

(Italo Pizzi 1888)

 
         
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