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Orazio Gianuzio della Mantia
(Horatio Gianutio della Mantia) Amantea ~1550 - ~1610
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by Daniele Ciani
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Horatio Gianutio appartenente alla nobile famiglia dei Giannuzzi (1) nacque ad Amantea ('a Mantia in dialetto amanteano), nella Calabria Citeriore, intorno alla metà del XVI secolo al tempo del regno di Napoli. Vir eruditissimus (2), gran filosofo (3), scrittore e cultore del nobil gioco diede in stampa a Torino (4), il 24 febraro 1597, il trattato: "Libro nel quale si tratta della Maniera di Giuocar'à Scacchi, Con alcuni sottilissimi Partiti" (5), dedicato al Conte Francesco Martinengo di Malpaga (6).
L'opera, lodata dal Ponziani (7) e dalla scuola modenese, ebbe alterna fortuna fra i critici dei secoli successivi probabilmente anche a causa della limitata ampiezza di contenuti e dell'esiguo numero di copie in cui venne stampata (8). Il trattato, ad ogni modo, riveste notevole importanza nella bibliografia scacchistica sia perchè è il primo testo teorico originale pubblicato da un italiano (9) sia perchè ci dà un interessante spaccato delle regole scacchistiche esistenti nella penisola sul finire del cinquecento.
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- Per i dati relativi alla famiglia cosentina dei Giannuzzi vedasi Cesare Orlandi: "Delle città d'Italia e sue isole adjacenti compendiose notizie". Perugia - 1770. Doc. 1 a piè pagina
Riferendo delle famiglie nobili di Aiello Doc. 4 a piè pagina afferma: "La Famiglia Giannuzzi è ben ragguardevole così per la sua antichità come per i Personaggi illustri, e titolati che ha; imperocehé due rami di essa posieggono il Feudo di Cerenzia, col titolo di Principe, e quello di Pietramala, col titolo di Barone, oltre al Feudo detto Donna Guglielmina, che passò alla Famiglia Belmonti, parimente col titolo di Barone, come dall'investitura in persona del Barone Francesco Giannuzzi. Per riguardo di Parentele è anche in gran conto mentre oltre di molte in Sedili di questa Provincia, è congiunta colla Tolleri, nobile Famiglia Napoletana. È stato a' tempi suoi in gran conto un Fabiano, Avvocato Fiscale in questi Tribunali di Calabria. E vive ancora un Emilio de' Principi di Cerenzia ornamento del Foro Napoletano, e gran Letterato di quella Dominante".
E anche il Barone Luca De Rosis: "Cenno storico della città di Rossano e delle sue nobili famiglie" - Napoli - 1838: pag. 460-461 Doc. 2 a piè pagina "Giannuzzi: - Questa famiglia è originaria di Amantea (l'antica Nepezia). I primi che di questa famiglia ci si presentano sono: Fabrizio, Emilio, Orazio, Scipione e Musio". Poi, in nota, lo stesso De Rosis precisa di Orazio: "Gran filosofo: nel 1590 diede alla luce, de Laudo Latrunculum: quest'opera dal Gualtieri e dal Zavarrone vien chiamata erudita". In realtà, come vedremo, il Barone De Rosis riporta in modo erroneo i dati di Angelo Zavarrone. Vedasi nota n. 3.
- Si veda Angelo Zavarrone: "Bibliotheca Calabra" - Napoli 1753 pag. 110 Doc. 3 a piè di pagina.
Horatius Jannutius: Amanteanus Vir Eruditissimus. Claruit Anno MDXC. Edidit Opusculum De Ludo Latrunculorum. Turini MDXCVII ex M.S. Gualt.
Il biografo Paolo Gultieri (o Gualterio) è certamente fonte degna di fede. Nato a Molochio, allora Casale di Terranova, Parroco della stessa Terranova a partire dal 1636, teologo e filosofo, fu infatti conterraneo e quasi contemporaneo (morì nel 1665 mentre la data precisa di nascita ci è sconosciuta) di Horatio Gianutio.
- Si veda nota 2 per il Barone Luca De Rosis: "Cenno storico della città di Rossano e delle sue nobili famiglie" - Napoli - 1838
- A Torino si recò, in giovane età, per militare nelle truppe del Duca di Savoia.
- Il titolo completo è: "Libro nel quale si tratta della Maniera di Giuocar'à Scacchi, Con alcuni sottilissimi Partiti. Nuovamente composto da Horatio Gianutio della Mantia. All'Illustrissimo et Eccellentissimo Signor et patron mio osservandissimo il Signor Conte Francesco Martinengo di Malpaga, Cavaliero dell'Ordine, et Generale dell'Alt.Serenissimo di Savoia. In Torino, Appresso Antonio de' Bianchi. 1597. Con licenza de Superiori."
Capitolo primo delli nomi de scacchi, loro sito, et regole. Fol. 1. - Del modo di giuocare a scacchi, cominciando il giuoco con la Pedina del Re. Fol. 5. 7. 8. 9. - Del modo da cominciare il giuoco con la Pedina di Donna. Fol. 12. - Del giuoco del Gambetto così chiama vulgarmente. Fol. 16. - Del modo di giuocare riceuendo la Pedina dell'Alfiero di Re, et il tratto d' avvantaggio. Fol. 22, 24. - Del modo di giuocare riceuendo d'avvantaggio la Pedina dell' Alfiero di Re senza il tratto. Fol. 25. 29. - Del modo di giuocare ricevendo un Cavallo d'avvantaggio senza il tratto. Fol. 32. - Del modo di giuocare un Cavallo d'avvantaggio per la Pedina dell' Alfiero di Rè, et il tratto. Fol. 36. - De Giuochi de Partiti. Fol. 41.
- Nobile bresciano, cavaliere dell'Annunziata e luogotenente generale al servizio dei Savoia.
- Nel "Gioco Incomparabile degli Scacchi" Domenico Ponziani scrive: "Considerandolo nel suo tempo, in cui non avea per maestri che Damiano, e Lopez, merita estimazione distinta, poichè fu il primo a levarsi da terra con qualche volo, ed a scoprire alcune finezze, nelle quali si mostra Giuocatore più che mediocre. Pendeva in allora la controversia se nel rispondere al secondo tratto del giuoco piano, la Ped. offesa del Re dovesse difendersi col Cav. di Don. a 3. d' Alf., come aveva insegnato Damiano, ovvero colla Ped. di Don. un passo, come sosteneva il Lopez: nel che Gianuzio fu il primo a decidere in favore del Portughese e fu seguito da tutti i posteriori Maestri, salvo il Sig. Philidor, che allontanandosi dal sentimento comune, ha voluto adottare l'opinione dello Spagnuolo. Esso Gianuzio presenta poscia dodici partiti sul metodo di Damiano, ma quasi tutti obbligati all'impegno di qualche sottilità. Nell' ultimo di essi propone, come un Cavallo può prendere tutti i pezzi collocati di seguito in quattro file dello Scacchiere, senza mai rimetterlo in casa vota; e non è improbabile, che questo di lui pensiero eccitasse l'altro in alcuni, di mostrare lo stesso corso del Cavallo sopra l'intero Scacchiere giusta le tavolette nel capitolo quinto esibite".
Vengono analizzate 6 aperture (tutte comunque presenti in altri trattati precedenti) e 11 problemi. Ammette ancora che "Il Rè ha la podestà di saltare tre case se vuole ò la à salto di Cavallo ò di Donna ecc. ecc."
- L'opera di Orazio Giannuzzio era considerata già estremamente rara a metà del 1800. Lo storico degli scacchi Duncam Forbes nel suo libro del 1860, "The History of Chess", annotava: "... è questa un'opera che difficilmente può trovarsi e la cui rarità costituisce quasi l'unico pregio".
- In realtà altri due trattati erano stati antecedentemente stampati in italiano ma da autori stranieri: nel 1512 Damiano Portoghese pubblicò a Roma: "Questo libro e da giocare a scachi et de le partite" e nel 1584 viene stampata a Venezia la traduzione del libro dello Spagnolo Ruy Lopez de Segura: "Libro della invenzione liberale e arte del gioco degli scacchi, assai utile e vantaggiosa per coloro che desiderano apprenderla dal nulla, quanto per coloro che già la sanno giocare".
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Doc. 1: Cesare Orlandi "Cenno storico della città di Rossano e delle sue nobili famiglie" Perugia 1770.
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Doc. 2: Barone Luca De Rosis "Delle città d'Italia e sue isole adjacenti compendiose notizie" Napoli 1838.
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Doc. 3: Angelo Zavarroni "Bibliotheca Calabra" Napoli 1753.
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Doc. 4: Cesare Orlandi "Delle città d'Italia e sue isole adjacenti compendiose notizie" Perugia 1770.
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Historical Sources
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Società Laziale tip. Minerva - "Iscrizioni nelle stanze da letto" pag. 818-821 1908
... Il far servire a scopo non soltanto ascetico, ma anche didattico, le pareti della stanza da letto, pare fosse un uso non trascurato nei tempi andati, poiché sappiamo che Horatio Gianutio della Mantia, celebre scacchista del Seicento, aveva fatto dipingere sulla parete di faccia del suo letto una grande scacchiera sulla quale poteva disporre i pezzi del nobile giuoco intagliati in appositi cartoni. Così quando gli era proposto un problema scacchistico di difficile soluzione, prima di mettersi in letto egli lo disponeva sul muro in guisa che, svegliandosi al mattino, se lo vedeva dinanzi, e con la mente riposata e fresca trovava subito quella soluzione intorno alla quale avrebbe dovuto faticare a lungo se si fosse ostinato a cercarla dopo una giornata di lavoro.
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Jules Arnous de Rivière, Duncan Forbes "Nuovo manuale illustrato del giuoco degli scacchi: leggi e principi ..." Trieste 1861
Quindi Horatio Gianutio della Mantia, 1597, scrisse il "Libro nel quale si tratta della maniera di giuocare a Scacchi" stampata a Torino; è questa un'opera che difficilmente può trovarsi e le cui rarità costituisce quasi l'unico pregio.
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Kling and Horwitz "The Chess player" London 1852

There is one other writer of the sixteenth century, the Italian, Gianutio, whose brochure is still extant. Gianutio's work contains some few remarkably scientific moves and stratagems, but is on the whole as uninstructive and useless as it is scarce. The work appeared in 1597.
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Charles Tomlinson "Amusements in Chess" London 1845
The year preceding Boi's death (1597) Horatio Gianutio published his Treatise on Chess, at Turin. This book is extremely rare, and does not appear to have been remarkable for merit.
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Giacinto Amati "Ricerche storico-critico-scientifiche sulle origini: scoperte, invenzioni ecc." Milano 1829
Nel 1597 Orazio Gianuzio stampò in Torino. La maniera di giuocare a scacchi. Questo scrittore è degno di prendere posto tra i più distinti maestri di tal giuoco, avendo sorpassato di gran lunga, colle sue teorie, Damiano e Lopez, scoprendo alcune finezze colle quali, chiunque le studi, può con lui portare il vanto di buon giuocatore.
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Jacob Henry Sarratt "The works of Gianutio, and Gustavus Selenus on the game of chess" London 1817

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Domenico Lorenzo Ponziani "Il giuoco incomparabile degli scacchi sviluppato con nuovo metodo, per condurre chiunque colla maggiore facilità dai primi elementi fino alle finezze più magistrali." Modena 1782
Orazio Gianuzio stampò in Torino il suo libro della maniera di giuocare a Scacchi nel 1597. appresso Antonio de' Bianchi.
Considerandolo nel suo tempo, in cui non avea per maestri che Damiano, e Lopez, merita estimazione distinta , poichè fu il primo a levarsi da terra con qualche volo, ed a scoprire alcune finezze, nelle quali si mostra Giuocatore più che mediocre. Pendeva in allora la controversia se nel rispondere al secondo tratto del giuoco piano, la Ped. offesa del Re dovesse difendersi col Cav. di Don. a 3. d' Alf., come aveva insegnato Damiano, ovvero colla Ped. di Don. un passo, come sosteneva il Lopez: nel che Gianuzio fu il primo a decidere in favore del Portughese e fu seguito da tutti i posteriori Maestri, salvo il Sig. Philidor, che allontanandosi dal sentimento comune, ha voluto adottare l'opinione dello Spagnuolo. Esso Gianuzio presenta poscia dodici partiti sul metodo di Damíano, ma quasi tutti obbligati all'impegno di qualche sottilità. Nell' ultimo di essi propone, come un Cavallo può prendere tutti i pezzi collocati di seguito in quattro file dello Scacchiere , sen- za mai rimetterlo in casa vota; e non è improbabile, che questo di lui pensiere eccitasse l'altro in alcuni, di mostrare lo stesso corso del Cavallo sopra l' intero Scacchiere giusta le tavolette nel capitolo quinto esibite. |
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